Il sole è la soluzione dell’energia

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Il Sole è la soluzione

Se si riuscisse a sfruttare appieno anche solo una piccola parte dell’energia che ogni giorno il Sole invia sulla Terra il problema energetico non esisterebbe affatto. Il Sole, infatti, invia sulla Terra ogni anno un’energia pari a migliaia di volte quella che viene consumata da tutte le attività umane.

L’energia solare può essere utilizzata in tre modi: con il solare termico, il solare passivo o con impianti fotovoltaici. Nelsolare termico si utilizza la radiazione solare per aumentare la temperatura dell’acqua da utilizzare per il riscaldamento degli edifici. Il solare termico è considerato una tecnologia pressoché matura, ossia un buon impianto consente di ottenere risparmi sufficienti a ripagare le spese di installazione in un periodo compreso tra qualche anno e 25 anni.

Il solare passivo è invece una tecnica di costruzione degli edifici che permette di sfruttare al meglio il calore generato dalle radiazioni solari, trattenendolo all’interno e riducendo così le spese di riscaldamento.

La speranza maggiore per l’energia solare viene tuttavia dai pannelli fotovoltaici, apparecchi che trasformano l’energia del Sole direttamente in elettricità posti sopra i tetti delle nuove costruzioni. Purtroppo, l’efficienza di questi strumenti è ancora bassa mentre il loro costo è alto, e ciò scoraggia in molti casi il loro utilizzo. In questo settore, tra l’altro, l’Italia è molto in ritardo rispetto ad altri paesi europei che invece utilizzano abbondantemente i pannelli fotovoltaici. Gli studiosi stanno cercando soluzioni che consentano di aumentare l’efficienza di tali pannelli diminuendone il costo. Tra le diverse ipotesi allo studio vi è anche l’utilizzazione di molecole organiche per la realizzazione dei pannelli. Queste potrebbero potenzialmente portare l’efficienza delle celle solari, oggi inferiori al 20%, fino al 50%.

Un esperimento interessante è in corso presso l’impianto di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa. Qui è stata realizzata, grazie a un progetto ideato da Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, una centrale termoelettrica funzionante con una serie di specchi che raccolgono l’energia del Sole. Il progetto, chiamato Archimede, è in grado di fornire l’energia necessaria al funzionamento di una cittadina di 20.000 abitanti.

Fonte: Trecani

Energia Alternativa

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Al giorno d’oggi i consumi di energia sono elevatissimi e sono sempre in aumento dato il tenore di vita degli abitanti dei paesi più sviluppati.

Le fonti di energia alternative sono fonti energetiche in alternativa al petrolio, al gas naturale e al carbone che sono i combustibili più usati per produrre energia. Esse sono chiamate anche fonti energetiche rinnovabili perché costituite da materie prime che si formano e si rinnovano continuamente, come l’acqua, il calore terrestre, il vento e il calore solare. Da ognuno di questi elementi naturali si ricava un quantitativo energetico pari al 5% della produzione mondiale; da questa statistica si può comprendere quanto queste fonti alternative siano ancora poco sfruttate. Queste fonti di energia sono oltre che rinnovabili anche pulite, cioè non inquinano l’ambiente e l’atmosfera, a differenza dei combustibili fossili.

Esistono diversi modi per produrre energia con le fonti rinnovabili.

Per esempio l’acqua dei fiumi è usata per produrre energia elettrica attraverso le centrali idroelettriche. Questo è uno dei sistemi più semplici per produrre energia elettrica nel campo delle fonti alternative.

Il calore del sole, o meglio, le radiazioni solari vengono trasformate attraverso le celle fotovoltaiche in energia elettrica. Queste celle vengono sistemate su pannelli solari installati sui tetti delle abitazioni. Recentemente con questi pannelli solari alcune case e appartamenti riescono ad avere energia elettrica a sufficienza per il fabbisogno energetico interno e riescono  addirittura ad averne in sovrappiù.

I pannelli solari però sono stati utilizzati anche per delle centrali solari elettriche: questo progetto però è stato ostacolato dai costi elevatissimi che hanno queste strutture e per questo ce ne sono veramente poche in tutto il mondo. Una terza modalità di utilizzo dell’energia solare sarà in futuro quella di poter ricavare dall’acqua l’idrogeno, un gas pulito (quando brucia produce acqua) che potrà sostituire il petrolio.

Si produce energia anche sfruttando la potenza del vento con dei generatori eolici, mentre le centrali geotermiche utilizzano il calore terrestre che fuoriesce dal suolo sottoforma di vapore acqueo.

Ovviamente si stanno studiando dei modi per poter sfruttare al meglio queste fonti di energia anche perchè gli studiosi hanno constatato che in meno di un secolo le riserve petrolifere di tutto il mondo si dovrebbero esaurire.

Io penso che il petrolio sia da rimpiazzare il più presto possibile senza aspettare che si esaurisca da solo e penso che bisogna trovare, nel frattempo, il modo più pratico per utilizzare l’energia alternativa solare che secondo me è quella più adatta a sostituire il petrolio poiché è quella che rende di più in assoluto.

Leggendo questa affermazione viene subito da pensare che la persona che l’ha pronunciata non abbia il minimo interesse ai problemi del mondo, quali la povertà, la fame, la guerra… Però, è anche vero che una persona può decidere, nell’arco della sua vita, di cercare in qualche modo di capire il mondo, il perché viviamo, oppure, può decidere di “fregarsene” e vivere secondo il proprio volere e senza preoccuparsi di altro, cioè senza rispondere alle domande sul perché della vita. Le motivazioni per cui questa persona ha fatto questa affermazione possono essere molte: la prima è che, come già detto, non vi sia alcuna intenzione di rispondere a domande profonde sull’esistenza; la seconda può essere che questa persona, seguendo la mentalità adolescenziale di oggi, si è sentita in dovere di dire ciò solo per piacere ai propri coetanei: ovvero una frase ad effetto; un’altra può essere che, dopo una riflessione personale, si sia rassegnata nel cercare di rispondere a domande a cui pochi tentano di rispondere; e ancora, come tanti ragazzi (tutti gli adolescenti in generale), non è andata a cercare nel profondo di ciò che pensava e alla fine si è espressa così.
Io sono contrario a questo progetto di vita. Secondo me, nessuno al mondo può vivere bene se non cerca di dare una risposta alle domande più importanti, quelle più impegnative e quelle che non hanno una risposta certa, matematica. Ovvio che queste, non devono diventare un’ossessione, perché altrimenti si rischia di trasformare la propria vita in un incubo.
Alcuni non capiscono perché al mondo ci debbano essere tante disparità, tante disuguaglianze, tante ingiustizie… e infatti anche io non lo capisco, cerco di immaginarmi quel mondo che quando ero piccolo sognavo, o che comunque immaginavo, perché non conoscevo tutte quelle “atroci” ingiustizie che dilagano sulla terra.
In fondo questa affermazione, anche se esageratamente radicale, nasconde una piccola verità: infatti noi adolescenti siamo forse ancora troppo immaturi e privi di esperienza per poterci dare risposte soddisfacenti o definitive. Vogliamo divertirci, stare con gli amici, fare ciò che più ci piace e di rado pensiamo a capire il perché di tutto ciò.
Forse le risposte esistono, e basta vivere pienamente e capire la propria vita, per comprendere, alla fine, tutto il mondo.

Fonte: atuttascuola

Italia paese leader nel fotovoltaico

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L’Italia “paese del sole” insegue l’energia fotovoltaica con grande impegno e buoni risultati, ma all’insegna delle nuove incertezze. Un grande traguardo è stato appena tagliato, fa sapere il ministro dello sviluppo Claudio Scajola. Abbiamo superato il gigawatt di potenza solare, con 70mila impianti capaci di generare 1.300 gigawattora l’anno. Abbastanza per dare luce a 500mila famiglie, ovvero 1,2 milioni di persone, corrispondenti alla popolazione del Friuli. Un record raggiunto grazie all’accelerazione dell’ultimo biennio, che regala all’Italia il secondo posto europeo dietro la più pallida e svantaggiata, ma assai più decisa, Germania.

Notizia comunque confortante. Un po’ mitigata dall’allarme lanciato proprio in questi giorni dai nostri operatori delle energie rinnovabili: la revisione degli incentivi pubblici dedicati all’energia solare attraverso il meccanismo del “conto energia” è pericolosamente in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Va avanti, con grande fatica, la mediazione tra le associazioni degli operatori, che chiedono di limitare al massimo i tagli al vecchio incentivo, i tecnici governativi che stanno delineando un ridimensionamento ben superiore al 20% (si veda Il Sole 24 Ore del 2 febbraio) e le regioni che devono cogestire il meccanismo. Sta di fatto che l’intera filiera del fotovoltaico (investitori, installatori, operatori) rischia di vedersi impantanare i programmi di ulteriore sviluppo a causa dell’incertezza normativa di un settore che comunque deve essere ancora aiutato a crescere.

Luci e ombre. Le prime sono messe bene in risalto da Scajola, in una nota nella quale sottolinea che il traguardo appena tagliato «è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale». Il fotovoltaico «ha contribuito a sostenere la ripresa» e il Governo «è impegnato a garantire continuità alla crescita» del settore, già forte di un migliaio di imprese con 20 mila addetti, per un fatturato 2009 stimato – rileva Scajola – in almeno 2,5 miliardi di euro. Tutto ciò con «un considerevole contributo all’ambiente» visto che «con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili di 0,23 milioni di tonnellate equivalente petrolio».

Gli incentivi non mancano e non mancheranno, rassicura Claudio Scajola sottolineando che il suo ministero ha «investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati finanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009» e «per il triennio 2009-2011 l’impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro». Risorse a cui di affianca il programma «Industria 2015», che dedica al 66,7 milioni di euro a cinque progetti sul fotovoltaico a cui si aggiungono 25 milioni per il solare termodinamico.
Ma ecco le critiche degli operatori sull’incertezza delle normative e degli aiuti, ribadite dopo lo slittamento della riunione della conferenza unificata Stato-Regioni che il 25 febbraio avrebbe dovuto discutere le ipotesi “finali” del nuovo conto energia.

Il rischio «concreto» che slitti tutto a dopo le elezioni amministrative «mettendo così in seria difficoltà il mercato fotovoltaico» è rimarcato dal presidente dell’Aper, Roberto Longo. «Imprese ed investitori sono così lasciati nell’incertezza senza alcuna possibilità di pianificare attività di medio termine con evidenti ripercussioni anche in termini di filiera industriale» incalza Longo. Che confida nel possibile segnale di sblocco che potrebbe emergere oggi da un nuovo incontro tra i tecnici delle regioni e del ministero dello Sviluppo. «Ulteriori ritardi – avverte intanto Gianni Chianetta, ad di BP Solar Italia – creerebbero sfiducia nel sistema Italia e farebbero dirottare gli investimenti del gruppo verso altri paesi».

Fonte: il sole 24 ore

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