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Qual'è la situazione delle rinnovabili in Europa? PDF Stampa E-mail
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venerdì 30 gennaio 2009

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 Breve panoramica sulla domanda energetica e la situazione delle rinnovabili in Europa

La produzione di energia elettrica  a partire da riserve fossili e' la principale fonte di emissione di CO2, poi vengono: il traffico, l'industria manifatturiera e mineraria, la produzione di cemento.

 E poi ci siamo noi privati che vogliamo stare al caldo quando fa' freddo, al fresco quando fa' caldo. E Vogliamo illuminare a giorno in piena notte .


Il trend di crescita della domanda energetica e' spaventoso.
Tra il 1950 ed il 2003 i consumi si sono quasi quadruplicati, passando da 1,7 a oltre 9,9 tonnellate di petrolio, circa il 20% della popolazione terrestre , la parte piu' ricca consuma il 70% dell'energia richiesta.

Anche se il petrolio e' la fonte energetica che va' per la maggiore, il consumo di gas naturale negli ultimi anni e' in forte ascesa.
Il combustibile che emette maggiore quantita' di CO" e' il carbone seguito dall'olio combustibile e dal gas naturale
In Italia le emissioni di gas climalteranti costituiscono il 2% delle emissioni globali, ed il 14% di quelle dell'unione europea, in soli 14 anni dal 1990 al 2004 abbiamo aumentato del 12% l'emissione di anidrite carbonica.

Il 73% della produzione di energia elettrica proviene dalle centrali termoelettriche, che bruciano petrolio , gas e carbone.
Siamo tra i maggiori importatori di gas naturale proveniente da Algeria e Russia.
Per non parlare del sistema di trasporto che e' il peggiore in europa 54 auto ogni 100 abitanti
Traffico ko. Autobus con vita media 11 anni contro i 7 della comunita' europea

E le rinnovabili?.......Pannelli solari termici, fotovoltaico, pompe di calore alta efficienza, caldaie a biomassa….
Il trend nazionale di crescita delle
fonti di energia pulite e' irrisorio.
Germania 16629 megawatt
Spagna 8263 mw
Danimarca 3124
Italia 1266

Con il protocollo di Kyoto nel periodo di adempimento 2008-2012, la quantità di emissioni assegnate all'Italia è pari a 483 Mt CO2  (-6,5% rispetto al 1990).

Il costo del ritardo sugli obiettivi di Kyoto:
L'Italia sta accumulando un debito di oltre 4 milioni di euro al giorno (4,1 milioni di euro) per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo di Kyoto.

Per la precisione, dal 1° gennaio 2008 il debito è di 47,6 € ogni secondo quasi 1,5 miliardi di euro a fine 2008.

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