Gli incompetenti contro i pannelli solari PDF Stampa E-mail
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sabato 22 settembre 2007
pastarchives.jpgLa risoluzione n.244/E, emanata dall'Agenzia delle Entrate ha dimostrato tutta l'incompetenza di chi emana leggi in Italia, specialmente se parliamo d’incentivare il risparmio energetico o l'installazione di pannelli solari.

Il documento in questione, in particolare, contiene un errore interpretativo pazzesco e una limitazione “ai confini della realtà” (però sembra che il problema sia a monte, ovvero sul come è stata fatta la legge, e non su come l'agenzia abbia interpretato la legge, ma non vado oltre, mi limito solo a giudicare l'assurdità della situazione). Partiamo dal primo errore: al punto 1 si dice che i pannelli solari termici debbano essere certificati secondo la UNI 12975, norma inesistente poiché si dovrebbe parlare di UNI EN 12975. Si dice poi che i pannelli solari certificati secondo la norma EN 12975 non siano agevolabili. E' assurdo! Stiamo parlando della stessa norma, degli stessi test, degli stessi risultati, cambia solo un UNI aggiuntivo! Lascio a Voi ogni commento.....

Seconda assurdità, ai confini della realtà (scusate la rima Smile): al punto 4 della risoluzione si dice che l'attestato di riqualificazione energetica sia sempre indispensabile per usufruire dell'agevolazione, anche se si tratta d'impianti solari adibiti alla sola produzione d’acqua calda sanitaria.

Potrei accettare che per un intervento in un'abitazione si debba produrre sempre l'attestato, ma ipotizziamo i seguenti casi:
  • Produzione di acqua calda di processo nell'industria, cosa certifico le dispersioni di un magazzino?
  • Produzione di acqua calda sanitaria in un campeggio, cosa certifico la dispersione di una tenda?
  • Produzione di acqua calda sanitaria per una stalla, cosa certifico la dispersione della greppia delle vacche?
  • Produzione di acqua calda sanitaria in un autolavaggio cosa certifico la dispersione delle spazzole?


.....e così via, gli esempi sarebbero molti altri.

Quindi da una parte l'agevolazione è stata estesa a privati ed aziende, usi civili, industriali, terziari; dall'altra si richiede necessariamente l'attestato riqualificazione energetica. Questo è sicuramente utile se parliamo di climatizzazione invernale, ma se dobbiamo dimostrare di aver valutato dei consumi, non sarebbe il caso di sostituirlo con documento più adatto a determinare solo il fabbisogno di acqua calda sanitaria o di processo? In questi casi certificherei qualcosa d’inesistente e soprattutto non farei un’analisi del consumo d’acqua calda sanitaria o di processo, che è il vero consumo. Come dire: i consumi vengono solo dal riscaldamento, il resto non conta nulla!

Ah, forse è troppo difficile per i nostri legislatori confrontarsi prima con gli operatori del settore, meglio far uscire il meno possibile dalla mura del palazzo e pagare profumatamente dei consulenti incompetenti, magari amici o parenti di qualcuno che conta.

Ma la cosa che fa più senso è non ammettere pubblicamente l’enorme sbaglio; finché si continuerà con questo atteggiamento è normale che la gente abbia lo schifo per la politica e per parte delle istituzioni.


icon Risoluzione n.244E Agenzia delle Entrate su detrazione 55%

 
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