Quando la profumazione di ambienti diventa smart

Passare vicino al negozio di un fornaio e venire inebriati dal profumo di pane appena sfornato.

Percorrere a piedi una via e venire attirati dal profumo di caffè che proviene dal bar all'angolo. A quanti non è mai capitato di sentire improvvisa la voglia di caffè o di un cornetto appena sfornato dopo averne percepito solo il profumo? Questa voglia, apparentemente irrazionale e in cui tutti possiamo immedesimarci, ha una spiegazione perfettamente logica. L'olfatto è uno tra i più potenti sensi dell'organismo umano.

Un adulto è in grado di distinguere fino a 10.000 odori diversi e la loro elaborazione avviene attraverso il sistema limbico, che si trova nella medesima area del cervello dove vengono riposti ricordi ed emozioni. A livello biologico c'è una spiegazione per cui la natura ha fatto in modo che l'olfatto sia così potente: dalla ricerca di un partner adatto, al procacciarsi il cibo per la sopravvivenza, alla minaccia di un pericolo, esso si collega con la nostra memoria ancestrale per associare queste esperienze alle emozioni corrispondenti, quali desiderio, paura o felicità e benessere. Per questo motivo la capacità evocativa dell'olfatto è di gran lunga maggiore di quella degli altri sensi: sentire l'odore di caffè ci fa automaticamente venire voglia di berne uno, molto di più di quanto non accada toccando la tazzina calda oppure sentendo il fischio della moka.

Marketing olfattivo: come la psicologia del profumo fa vendere di più.

Dal punto di vista di strategie di marketing, la capacità evocativa dell'olfatto è molto utile ed interessante. Lo sanno molto bene gli autori del sito Quellidelnaso.it i quali, attraverso strategie mirate, sfruttano l'esperienza sensoriale che è in grado di suscitare l'olfatto per far vendere di più. Come? Essenzialmente facendo in modo che le persone che passano davanti ad un negozio vi entrino, vi permangano il più tempo possibile e, possibilmente, comprino.

Un dolce profumo di nocciole tostate e caramellate in una pasticceria, il profumo di lavanda in un negozio di biancheria per la casa, il sentore della pelle in un negozio di articoli di lusso: sono solo esempi di come lo shopping può farsi sensoriale. Studi di settore hanno dato conferma di come l'impiego dell'olfatto in ambito marketing effettivamente funzioni: l'80% dei clienti è più propenso a comperare in un negozio che fa un uso sapiente di profumatori d'ambienti professionali rispetto ad uno che non la usa; inoltre i clienti sono disposti a spendere di più in quanto invogliati a rimanere più a lungo in negozio. Il profumo, in definitiva, dà un grande contributo alla creazione del contesto all'interno del negozio che fa sentire il cliente accolto, coccolato e che, in ultima analisi, lo spingerà a ritornare in quanto si sarà impressa a livello cognitivo l'associazione negozio-profumazione ambientale-esperienza positiva da ripetere.

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